Manolo Zocco Quando scrivo / vado spesso / a capo.

ArchivioAprile 2019

101 modi per sposare Miriam Leone: s01e03 – I pelati maledetti

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Riassunto delle puntate precedenti: ha detto di no.

Capita a tutti di avere a che fare con distributore di bevande e schifezze e caffè che non funziona. Quindi perché non potrebbe capitare anche a Miriam Leone?

Facciamo che è estate. È estate e fa un caldo subsahariano. È estate ed è l’estate più calda degli ultimi 600 anni. È così caldo che quando apri il rubinetto dell’acqua fredda in bagno, viene fuori un getto di vapore così potente che ti sgrassa la fuga delle piastrelle in cucina, insomma: è estate e fa caldo.

Miriam è lì, ad uno dei distributori di bevande fresche dell’ufficio per cui lavori: è venuta per accordarsi su i diritti di immagine per il nuovo spot dei tuoi datori che la vede protagonista, e le trattative vanno per le lunghe. Miriam è al distributore, dicevamo, dove infila qualche moneta, spinge finemente i tasti per selezionare il prodotto e… nulla. In effetti non accade proprio nulla: non viene giù nessun prodotto, i soldi sono belli che andati, e noti montare sul suo bellissimo viso un moto di delusione come non se ne vedevano da Italia ’90, in cui Miriam aveva 5 anni e si disperava per l’eliminazione degli azzurri dai mondiali casalinghi. È il tuo momento.

Sai bene che quel distributore è il più figlio di ‘ndrocchia di tutto l’ufficio, e che fa un po’ come cazzo gli pare; ma tu sei il più Arthur Fonzarelli dell’organico, e se c’è qualcuno che dei distributori può fare un po’ come cazzo che gli pare, beh, quello sei proprio tu. Quindi nonostante tu sappia esattamente dove colpire per far venire giù tutta la catena di montaggio Nestlé, ti avvicini fingendo un approccio più scientifico e sofisticato.

«Il tempo medio che una persona impiega per rendersi conto di essere stato fregato da un distributore è identico a quello che impiega a decidere se rispondere di Sì allo sconosciuto che in un calda e tarda mattinata estiva gli propone di andare a bere un Carribean ghiacciato nel bar sotto l’ufficio con lui.»

«Infatti. A rispondere di No ci si impiega molto meno.»

«Ouch.»

«Troppo sicuro, caro mio. Ma complimenti per il coraggio.»

«Coraggio? Credi che per parlare con te ci sia bisogno di raccogliere il coraggio, prima?»

«Sì.»

«Infatti. Sottolineiamolo, grazie.»

A questo punto sfoderi l’Arthur Fonzarelli che è in te: un pugno secco e non troppo violento, poco sopra la tastiera del distributore, farà cadere giù la bottiglietta d’acqua naturale che con nonchalance consegni alla bella Miriam.

«Per la restituzione del resto ci sto lavorando.»

«Pazienza. Che cavolo è un Carribean?»

Occhio…! Se non ti sei reso conto di quello che è appena successo, allora chiudi qualsiasi cosa tu abbia in mano e torna a sferruzzare in giro; ti ha appena fatto una domanda dalla cui risposta dipende non solo il tuo futuro matrimoniale, ma anche quello della razza umana. Così, per non metterti troppa ansia.

Procedi in questo modo:

«Contestualizziamo. Quanti gradi ci saranno fuori?»

«Dodici milioni, dodici milioni e mezzo.»

«Facciamo quarantatré.»

«Ok, beh?»

«Qui dentro ti stai rompendo come non accadeva da quando ti hanno fatto guardare “Ladri di biciclette” in quinta elementare.»

«In quarta.»

«Assassini. Il mio capo è di là con la tua agente.»

«C’ho l’ansia.»

«La ricetta del Carribean dice: “Mettete nel frullatore il Mango fresco, Banana, Succo d’arancia ghiacciato, uno spruzzo di Lime e frullate per amalgamare. Riempite di ghiaccio due Tumbler grandi e versatevi il Cocktail”

Offro io.»

«Anche nella ricetta dice che offri tu?»

«Questa è una mia variante.»

«Se fa schifo ne portiamo su uno annacquato al tuo capo.»

«La bottiglietta te l’ho data a posta.»

Vi catapultate fuori dall’ufficio e fate le scale di corsa come due ragazzini, anche perché l’ascensore non ha intenzione di arrivare. Correte e ridete a crepapelle per la tua imitazione del direttore pelato della sezione marketing «Quando sudo vedo il futuro allo specchio: grazie a Miriam questa campagna funzionerà!!!» fai con il dito indice puntato in alto e i polpastrelli dell’altra mano sulla testa.

Attraversate la strada al volo tra clacson e insulti, e per essere sicuro di non staccarla troppo le afferri una mano.

Arrivati davanti alla porta d’ingresso del bar ti fai serio, lei si fa seria, un cane che faceva pipì lì vicino si fa serio, il suo padrone si fa serio «Cane di merda, piscia e fatti i cazzi tuoi!»

Sì, lo so, lo so: sei al terzo episodio e già hai un appuntamento con Miriam Leone che ti guarda seria che la guardi serio che vi guarda il cane che il padrone al mercato comprò, all’ingresso di un bar.

Credevi non sarebbe mai stato possibile, eh?

È il momento, puoi andare.

«Miriam, vuoi sposarmi?»

Ebbene sì, hai appena chiesto a Miriam Leone di sposarti. E lei, che ha capito l’uomo che sei, dirà sicuramente che ti devi svegliare, razza di idiota! Ti sei addormentato sulla scrivania e lei è andata via dall’ufficio sottobraccio del pelato a trattative terminate!

SVEGLIA! La voce che senti è di quel pelato maledetto del tuo capo che minaccia di licenziarti!

È ovvio che non ha funzionato, leggi il prossimo episodio!

E che palle! Ma io dico dove l’avete trovato questo? Ma è possibile dico io… ma non ce n’era un altro?… ma chi l’ha scritta sta roba qua?

101 modi per sposare Miriam Leone: s01e02 – Il sommelier

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Riassunto delle puntate precedenti: ti ha detto di no.

 

Va bene, sei partito male. Ma d’altronde non potevi certo sperare che fosse così facile, o sbaglio?

Allora, mettiamo che incontri Miriam al supermercato, no? (se non dovesse andare bene non ti preoccupare, affronteremo altri scenari da supermercato in seguito.) mettiamo che si trovi lì, al reparto ortofrutta a scegliere la verdura. Tu che fai? Mica puoi chiederle di sposarti lì, davanti ai peperoni. No che non puoi, e che cavolo mio amico che vuole sposare Miriam Leone, non puoi, devi aspettare un attimo, stiamo calmi. Allora, come minimo, ma dico, minimo, devi prima passare dal reparto Olî e Vini e presentarti lì con una bottiglia di Valpolicella d’ottima annata e dirle:

«Ascolta Miriam Leone…» così già lei capisce che sai chi è «Ascolta Miriam, Miriam Leone, secondo me, per le verdure che hai nel carrello, questo vino potrebbe essere davvero quello adatto.»

E lei, che di sicuro lei di vini ne capisce, accorgendosi della tua cultura vinicola avendo azzeccato il vino, ti farà: «Io non bevo il bianco.» e tu le farai «Eh, ho capito Miriam Leone, ma il Valpolicella rosso costa minimo 40 euro, e io ho letto ‘sti consigli aggratis su un sito di un tizio che diceva che… Allora, vuoi sposarmi?»

Se non funziona, leggi il prossimo episodio.

Mettiamo le cose in chiaro:

M
mettiamo le cose in chiaro:
non è che non stiamo insieme
non è che mi hai lasciato
non è che stai con un altro
non è che ci sto male
non è che spero muoia
non è che non è vero
non è che ci pensi spesso
ma tu
ti sei mai chiesta tu
che cazzo di mondo è quello in cui non ci siamo?

quante guerre dovranno scoppiare
prima che torni da me?
quante genti, tra sessant’anni
dovranno ancora dire “quando c’eran loro due”?

che quando c’eravamo noi due
mia faccetta rosa
i treni facevan ritardo
per i baci
lunghi
che ci davamo.
Manolo Zocco Quando scrivo / vado spesso / a capo.

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